mercoledì 20 settembre 2017

Mugello Marathon: parla il Presidente.

A due giorni dalla 44esima edizione della Mugello Marathon, ho voluto scambiare qualche impressione con il Presidente, Gabriele Sargenti. 

E' ad attendermi, col suo solito sorriso, sulla porta della sede della Mugello Marathon. Altissimo, affabile e cordiale,  Gabriele, con la sua inconfondibile voce da baritono mi fa accomodare nel suo ufficio, che oggi  è trasbordante di scatoloni contenenti t-shirt, medaglie e volantini. 

Allora Gabriele, ci siamo.. Sabato si parte. Innanzi tutto: la Mugello Marathon è la maratona continuativa più antica d' Italia. Come si fa " resistere " per tutti questi anni.

E' una cosa molto difficile ( sorride ). Una maratona internazionale, con 750 partecipanti provenienti da 17 nazioni, richiede standard altissimi, tasse gara altrettanto alte e costi vivi della maratona. Ci riusciamo grazie alla passione e alla determinazione di un gruppo di persone che lavorano tutto l' anno per arrivare preparati all' evento, a partire dalla Vice Presidente Martina Gherardi, Simone Innocenti, Noemi Gambi, Stefano Tarchi, Damiano Boretti e tanti altri, e anche ai 250 bravissimi volontari che nei giorni della gara, si occupano di tutte le questioni logistiche e amministrative. 

Che tipo di gara è la Mugello Marathon?

La nostra è una maratona che non a uguali. Rispetto alle altre, che sono tendenzialmente in linea, da tempo, la nostra è molto più muscolare, più dura, unica nel suo genere. Ma nonostante questo, anche questo' anno abbiamo circa il 10% di iscritti, che saranno alla loro prima maratona: questo aspetto ci riempie di orgoglio. E poi il passaggio all' interno dell' autodromo, questo' anno in concomitanza con una gara di CIV, la rende uno spettacolo unico.

Una delle domande più frequenti che ci facciamo tra runner è come mai la invece della classica mezza maratona di 21 km, avete scelto la 30 km...

La questione è dettata da esigenze organizzative: un arrivo intermedio, presso l' autodromo, necessita di altri 100 volontari. Al momento non siamo in grado di supportare questa richiesta. L' arrivo ai trenta chilometri ci permette di farlo coincidere con l' arrivo finale della maratona, con una notevole ottimizzazione di energie e di risorse. Poi il prossimo anno si vedrà...

Tante le novità importanti di questo' anno, mi dicevi...

Si, innanzi tutto quest' anno iniziamo il percorso che ci porterà al cinquantesimo anniversario della Maratona del mugello. Lo facciamo con una medaglia celebrativa per i finisher, che sarà la prima di un puzzle, aggiornato tutti gli anni, che vedrà la sua fine con l' ultima medaglia, che sarà consegnata nella maratona del cinquantesimo. Poi l' applicazione per smartphone, che invito a scaricare, SMAN APP, che ci permette di monitorare dove si trovano i corridori e nel caso sorgessero dei problemi, a intervenire tempestivamente. Infine tanto spazio alle famiglie con tanta animazione all' interno del Villaggio in Piazza Dante a Borgo San Lorenzo a partire dalla mattina.


Le maratone come dicevamo sono una sempre una festa. Come risponde il Mugello a questo evento?

Si è così; il bello delle maratone è anche tutto il contorno festoso che le accompagna. Per questo invito i cittadini del Mugello a scendere in strada e andare ad applaudire e sostenere gli atleti che partecipano, perché semplicemente gli fa piacere ( confermo, NdA ). E poi un invito anche, laddove sia possibile, a lasciare l' auto in garage, per evitare possibili disagi, che inevitabilmente, in una manifestazione di questa portata, vengono a crearsi. A tal proposito sul nostro sito, potete trovare tutte le informazioni utili per la viabilità. 









Gabriele Sargenti



La medaglia di edizione



Il programma 

sabato 16 settembre 2017

L' infortunio

Questa settimana son dovuto stare fermo per una leggera tendinite al tallone destro. 
Lo stato mentale in cui il runner si ritrova quando subisce un infortunio è pari a quello di un bambino a cui i genitori negano di fare il bagno al mare. E come un bambino, attraversi varie fasi comportamentali, una più assurda ( e indisponente per chi ti sta intorno ) dell' altra :

1) Il rifiuto: appena ti accorgi di esserti fatto male ( succede quasi sempre mentre ti alleni ), ti dici che non è niente: saranno le scarpe, il freddo, il caldo, gli alieni. Ma lo sai, LO SAI, che non è così. Ti sei infortunato, punto. Fermati e vai a casa.

2) L' auto-diagnosi: torni a casa in qualche modo - a gennaio mi sono fatto 4 km di camminata perché a metà percorso mi ero bloccato con la schiena e non riuscivo più a correre - e ti metti subito a spippolare sul telefonino, cercando di capirci qualcosa. Visiti tutti i siti che potrebbero esserti in qualche modo di aiuto, da forumalfemminile a quello dell' organizzazione mondiale della Sanità. E ovviamente non ne cavi un ragno da un buco. Dunque vai dal fisioterapista, che come prima cosa ti tiene fermo per un congruo lasso di tempo. 

3) Depressione: ci siamo, sei ai box. Una settimana o un mese, tecnicamente è uguale. Sei fermo e non te fai una ragione. Stavi preparando qualcosa - la maratona di New York o la 10 Km del più sperduto paesello di provincia, fa lo stesso - e ti tocca interrompere. E ovviamente ti dici che non riuscirai a ritornare in forma per l' evento. Anche se mancano due mesi e mezzo, come nel mio caso. Ciondoli per la casa, strascicando i piedi come uno zombi, alternando momenti di assenza completa ad altri di irascibilità. Diventi una persona da non frequentare.


4) Accettazione: no dai, siamo seri. Finche non riparti non accetti un bel niente. Ti girano e basta. Scalpiti, fai indebite pressioni sul fisioterapista affinché ti rimandi a correre e rimani una persona da evitare finché non tornerai a correre.






Mugello Marathon: parla il Presidente.

A due giorni dalla 44esima edizione della Mugello Marathon, ho voluto scambiare qualche impressione con il Presidente, Gabriele Sargenti.  ...