Quello che colpisce subito di lui è il suo modo di correre. Ognuno di noi ha il proprio stile, ovviamente. Ma il Guidotti lo riconosci da lontano, quando vedi la sua pelata lucida avanzare implacabile sulla strada. Più che correre, sembra che nuoti. Muove le braccia, in un turbinio, quasi ad afferrare e buttare dietro di se' i metri che si stagliano davanti. E, metro dopo metro, macina settimanalmente più chilometri di un pendolare.
Parlare della corsa quando si corre è come parlare di cibo quando mangi, viene naturale e mette bene. E così, per tutto il percorso, abbiamo chaiccherato come vecchie comari. Anzi, ad onor del vero, lui parlava ed io ascoltavo. Con Claudio non potevamo non parlare del Passatore; sia perchè sabato prossimo si svolgerà questa gara straordinaria, sia perchè lui dall' alto delle 29 - ventinove !! - edizioni che ha portato a termine, di cose da raccontare, ne ha davvero tante. Al netto degli aneddoti, alcuni divertenti, altri grondanti fatica e sofferenza, quello che mi ha colpito di più, è stata la passione con cui ha narrato alcune delle sue esperienze. Col suo sguardo sempre frizzante, dietro i suoi inseparabili occhiali, che solo chi ama profondamente quello che fa, riesce ad avere.
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| eccolo |
La corsa è stata breve, sette chilometri circa, ma a suo modo è stata un' esperienza.
Avrei voluto fosse stata molto più lunga.

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